Regulating Religious Markets
Dalle classiche analisi
su fenomeni e comportamenti tipicamente di mercato quali: antitrust,
public utility regulation, corporate finance, diritti di proprietà , contratti, l’analisi
economica del diritto punta a dimostrarsi disciplina “completa”,
capace di portare nuova linfa anche all’analisi dei “non-market
behaviours”. Ecco il fiorire della letteratura sul diritto
di famiglia, sul diritto internazionale, sul diritto ambientale,
ed anche sui rapporti fra diritto, religione e “social
norms”.
Nel campo della regolamentazione giuridica del fenomeno religioso
se R. Posner aveva suggerito la possibilità di “an
economic approach to religious freedom issues”, le teorie
di Gary Becker sulla “household economy” influenzavano
la nascita della “economics of religion”. Analizzata
tramite le categorie del monopolio e della competizione tra gruppi
religiosi, la regolazione giuridica può garantire o meno
la parità di trattamento fra i vari gruppi religiosi e
può così condizionare e falsare il gioco della
libera concorrenza fra fedi ed il principio di libertà religiosa.
Ugualmente a livello europeo M. Ventura individua la possibilità di
analizzare il fenomeno religioso tramite un modello concorrenziale
ed uno protezionista facendo uso delle categorie del libero mercato
comunitario.
La summer school
del Law and Religion
Programme dell’Università di
Siena si propone come luogo di incontro tra giuristi, economisti,
esperti di scienze sociali per delineare i limiti di un approccio “giuridico-economico” ai “religious
markets”.